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alcuni appunti sulla scena italiana di internet
di Oliviero Ponte di Pino
Una
prima versione di questo testo è stata pubblicata su "ART'o" 4.
Che rapporto ci può essere, oggi, tra teatro e internet? La risposta non è facile: infatti investe ovviamenet alcuni aspetti pratici, nel momento in cui internet viene usato per promuovere lo spettacolo dal vivo e la sua cultura; ma finisce per affrontare alcuni nodi teorici, non appena si confrontano il "qui e ora" del teatro e il "qui e ora" di internet, nelle loro varie modalità di comunicazione e fruizione. Un altro fronte di ricerca, strettamente legato a quest'ultimo, riguarda la contaminazione tra teatro e internet: ammesso che sia possibile praticarla, può portare a risultati di qualche interesse artistico?
Una banalità di base vuole che il teatro rappresenti la tradizione con il suo retaggio umanistico, mentre la virtualità elettronica rappresenterebbe la modernità e tutti i possibili azzeramenti e disgregazioni. Forse non è inutile ricordare che le cose non sono mai così semplici: uno dei testi teorici più importanti nello sviluppo delle nuove interfacce ha un titolo di semplicità rivelatrice - Computers as Theatre di Brenda Laurel (Addison Wesley, Reading, Mass, 1991, giunto nel 1998 alla sesta edizione).
Per meglio comprendere le potenzialità (pratiche e teoriche) del rapporto tra il teatro e internet, a questa visione del computer e della rete si può forse contrapporre un'altra celebre metafora dell'era elettronica, quella della scrivania lanciata dalla Apple (e poi ripresa da Windows). Ancora, è possibile riflettere sulla rigidità "aristotelica" della visione del teatro della Laurel, alla sua forma organicamente strutturata e dunque drammaturgicamente predeterminata, per contrapporle una visione più performativa, più "aperta" a quel che accade "qui e ora" (e più sensibile alle contaminazioni con antropologia, sociologia, arti visive, culture tradizionali e popolari...). Infine, per certi aspetti sia il teatro sia internet si propongono inevitabilmente come opere d'arte totali, o meglio "medium totali", in grado di inglobare tutti gli altri media.
Nel frattempo, però, l’esplosivo sviluppo della rete non aiuta a fare chiarezza. Le possibilità d'uso si moltiplicano, tra scimmiottamenti di modelli elaborati per situazioni diverse, esperimenti avveniristici, velleità ingenue e sperimentate marginalità… In questo scenario qualunque censimento è impossibile, ma persino una semplice panoramica come questa risulta a priori incompleta e immediatamente datata. Non bisogna soprattutto dimenticare che di fatto la rete svolge (può svolgere) molte funzioni diverse – e proprio in questo sta il suo fascino.
Informare. Una prima funzione della rete è ovviamente quella informativa. Un sito internet o una newsletter permettono di raggiungere una notevole quantità di pubblico (potenzialmente infinita) a un costo praticamente nullo (o meglio, raggiungere un destinatario in più ha in pratica costo zero). Si tratta inoltre di un pubblico "mirato", di cui è possibile monitorare continuamente reazioni ed esigenze: è su questa base che le grandi multinazionali stanno puntando migliaia di miliardi sul commercio elettronico. Nel campo del commercio elettronico, è facilmente prevedibile lo sviluppo di servizi di prenotazione e vendita di biglietti on-line; in Italia sono già attivi tra gli altri Easy TicKeTS e Ticketone.
In questo scenario per un teatro o una compagnia avere una "locandina elettronica" costantemente aggiornata (e magari collegata alla biglietteria) sta diventando una necessità, considerando oltretutto la scarsa attenzione che i media tradizionali dedicano al teatro: una pagina web offre uno strumento di comunicazione mirato, capillare e sempre disponibile.
Aprirsi. E' altresì possibile (e relativamente facile) usare il proprio sito per "aprire" l’officina del teatro durante le prove e la preparazione di uno spettacolo: è una delle opzioni che offre il "quarto palcoscenico" del Teatro di Roma, Itaca, in base al progetto di Roberto Paci Dalò. Su questa linea (e magari proprio partendo dai link e dalle informazioni di Itaca), è possibile collegarsi a realtà che già lavorano sul rapporto tra lo spettacolo dal vivo e internet.
Trasmettere spettacoli. Diversi teatri, anche italiani (tra i primi la compagnia romana Ragdoll), stanno già offrendo la possibilità di seguire in diretta uno spettacolo dal vivo, mostrando quello che accade sulla scena o dietro le quinte. Il rischio più ovvio è quello di offrire in rete un videoteatro di qualità scadente, per problemi sia economici (sono tramissioni gratuite, sulle quali è pressoché impossibile investire) sia tecnici (vista la limitata ampiezza di banda della rete).
Connettere. Internet vive soprattutto di links. Tra le molte pagine di link, particolarmente interessante (oltre alla mia, naturalmente) quella della Biblioteca Teatrale del Burcardo (di proprietà della SIAE). E' inoltre attivo l'Italian Theatre Web Ring che collega in un anello diversi siti teatrali italiani.
Formare. Internet, non essendo un mezzo di comunicazione unidirezionale, offre anche un’inedita opportunità per formare il pubblico, attraverso un continuo dialogo con gli spettatori. Gli utenti di internet tendono notoriamente a interagire con le fonti dell’informazione via e-mail (molto attiva, e inerente al tema di questa pagina, la mailing list TecnoTeatro), newsgroups (come it.arti.teatro), chatrooms… Sul versante della formazione del pubblico, in Italia si possono segnalare le esperienze di Carlo Infante con i giovani spettatori (teatron) e il rapporto che con il proprio pubblico stanno costruendo i bolognesi Teatri di Vita.
Archiviare. Oltre che come strumento di comunicazione, internet è anche un enorme archivio. Di più, è un medium che consente, man mano che si comunica, di costruire un archivio costantemente ricercabile e consultabile: aprire un sito significa immediatamente iniziare ad approntare i materiali per una banca dati. Su questo versante, un primo problema riguarda il passato (anche quello relativamente vicino). Le realtà teatrali con maggiore tradizione hanno già iniziato a prevedere la possibilità di mettere on-line testi, immagini, suoni, filmati, teatrografie: in questa direzione sta lavorando per esempio una realtà di grande tradizione come il Piccolo Teatro di Milano. Internet offre inoltre la possibilità di rendere facilmente reperibili e scaricabili materiali cartacei che per varie ragioni non sono più disponibili.
Un esempio (anche perché autoprodotto a costo zero) può essere il sito di chi scrive, dove tra l'altro è consultabile, scaricabile e stampabile praticamente tutto il volume (ormai fuori commercio) Il nuovo teatro italiano 1975-1988, tuttora utilizzato come materiale di studio e documentazione per corsi e seminari.
Cominciano inoltre a essere disponibili on-line anche diverse tesi di laurea o di dottorato: per esempio lo studio di dottorato di ricerca svolto presso l'Università di Torino da Gianni Corino su Teatro e nuove tecnologie.
Questa funzione di archivio è resa ancora più necessaria perché la rete tende per sua natura ad appiattirsi sul presente, e lo sarà ancora di più via via che procederà la colonizzazione dell'e-commerce. Costruire un passato, una memoria alla rete è dunque indispensabile.
Organizzare il sapere. La possibilità di avere accesso immediato a grandi quantità di dati e informazioni suggerisce diverse forme di organizzazione del sapere. Un esempio riguarda le potenziali ipertestualità del Patalogo, l'annuario del teatro edito dalla Ubulibri, che nel corso degli anni è giunto all'edizione numero 22 (1999), trasformandosi in pratica in una "enciclopedia in progress" della scena contemporanea, con diverse migliaia di pagine. Gli indici del Patalogo, a cura di Renata Molinari e di chi scrive, trasferiti (in forma per ora provvisoria) in rete già permettono forme di ricerca assai rapide ed efficaci; on è difficile immaginare ulteriori possibilità di sviluppo dopo un eventuale (ancorché improbabile) trasferimento del Patalogo in formato elettronico. Va inoltre sottolineato che internet ha precise modalità di comunicazione, che alla lunga tendono a imporsi a chi usa il mezzo, per ovvie ragioni di efficacia; andrà valutato di volta in volta con attenzione se assecondare le esigenze del mezzo (per massimizzare i contatti eccetera), o se muoversi in apparente controtendenza (come spesso fa il teatro moderno).
Diffondere la cultura teatrale. Per diffondere la cultura dello spettacolo gli archivi on-line dei teatri (così come quelli dei singoli critici) non sono ovviamente sufficienti. Peraltro i bassi costi di produzione e diffusione rendono la rete un medium interessante per riviste e newsletter legati a pubblici di nicchia (come di fatto è, oggi, quello del teatro di qualità - come testimonia la stentata sopravvivenza delle riviste di teatro). Da diversi mesi è attiva in Italia una rivista di teatro su Internet, "Tuttoteatro", curata da Mariateresa Surianello. Anche "ART'o" ha rinnovato il suo sito, e sta mettendo a punto un coordinamento delle riviste europee: in particolare, tra le riviste presenti a Bologna, è attiva su internet "Theater der Zeit", mentre la francese "Ubu" è collegata all'ottimo sito dei Solitaires Intempestifs, che a sua volta è collegato a un altro sito molto interessante, http://www.theatre-contemporain, dedicato alla drammaturgia contemporanea, e quindi rivolto soprattutto agli addetti ai lavori. Per quanto riguarda la drammaturgia italiana, da segnalare il debutto, nell'autonno del 2000, di due siti come aut.it (ovvero gli Autori Teatrali Associati Alberto Bassetti, Raffaella Battaglini, Edoardo Erba, Angelo Longoni, Giuseppe Manfridi) e dramma.it, ovvero "il portale sulla drammaturgia contemporanea" a cura di Marcello Isidori.
Portali & motori. Negli ultimi tempi, accanto ai grandi portali "generalisti", si è andata sviluppando una rete di portali tematici. In Italia, "ART'o" attraverso il coordinamento con le altre riviste di teatro europee sta lavorando a un progetto di questo genere. Per quanto riguarda il teatro italiano, da qualche tempo è attivo Comoedia, portale ideato e diretto da Silvio Bastiancich, che si avvale del Patrocinio della Presidenza dell'AGIS e della FederTeatro AGIS. Esiste anche un sito del teatro italiano, con il nome giusto: teatro.it. E' invece di queste settimane l'attivazione di ZioGiorgio, che si definisce "Il motore di ricerca dello spettacolo dal vivo" ed è rivolto essenzialmente ai professionisti (siamo dunque vicini all'area del B2B, ovvero del "business to business"). Anche a chi cerca lavoro in teatro la rete offre una chance con prove aperte, sito dell'omonima rivista.
Però forse il teatro su internet è tutta un'altra cosa. In tutte queste esperienze, tuttavia, la metafora dominate è quella del computer come scrivania. Per quanto riguarda il secondo lato della medaglia, il computer come teatro, l'esplorazione - anche in Italia - è solo ai primi passi.
Per aprire il dibattito. In generale (e dunque anche per quel che riguarda il teatro) la comunicazione su internet corre due rischi opposti. Su un versante, può apparire con un gigantesco Hyde Park's Corner, in cui tutti parlano ma nessuno legge. Oppure un universo fatto di piccole nicchie di persone che comunicano solo al loro interno, senza scambi con gli estranei alla cerchia degli iniziati. La scarsa attenzione che i motori di ricerca italiani hanno dedicato al teatro riflette una situazione di relativo ritardo rispetto ad altri settori, e probabilmente anche uno scarso interesse da parte della massa degli utenti.
D'altro canto l'ingresso nel mondo di internet dei grandi gruppi mediatici rischia di marginalizzare l'arte teatrale così come è stata marginalizzata sugli altri mass media: per comprendere come questa logica possa applicarsi alla rete, basta esplorare Palcoscenico, il "nuovo portale dello spettacolo".
Resta però il fatto che internet è potenzialmente più "democratico" e "interattivo" di altri media: per la facilità di pubblicare, per la quantità di materiale disponibile, per le possibilità di scambio di informazioni...
Il problema è dunque quello di costruire una serie di relazioni e di punti di riferimento. E' una funzione insieme critica ed editoriale. Si tratta di scegliere e connettere, nel vasto mare delle informazioni disponibili in rete, quelle più utili e interessanti. Contemporaneamente, è necessario far conoscere questo materiale e questi rapporti al potenziale pubblico teatrale, nella maniera più efficace.
copyright Oliviero Ponte di Pino 2000
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