ateatro 79.15
Libri & altro: Appunti al ristorante con David Mamet per parlare di teatro
David Mamet, Note in margine a una tovaglia. Scrivere (e vivere) per il cinema e il teatro
di Anna Maria Monteverdi
 

Esce per minimum fax l'edizione italiana di Note in margine a una tovaglia. Scrivere (e vivere) per il cinema e il teatro di David Mamet a distanza di quasi vent'anni dall'originale edizione inglese (Writing in Restaurants). Si tratta di brevi o brevissime notes sulla scrittura teatrale e cinematografica (ma anche sulla decadenza dell'arte, sulla moda, sulla società americana) di uno dei più eclettici e straordinari scrittori statunitensi del secondo Novecento, da molti paragonato ad Harold Pinter, scritte per occasioni pubbliche (conferenze, commemorazioni, premiazioni) o private (appunti, annotazioni). Mamet è autore teatrale (American Buffalo, Glengarry Glen Ross, Speed the Plow) romanziere, ma anche regista (La casa dei giochi), attore e sceneggiatore cinematografico (Il postino suona sempre due volte, Il verdetto, Gli intoccabili, Hannibal). Note in margine a una tovaglia offre memorabili quanto minimali passaggi personali e appunti sulla vita nel teatro (titolo anche di una sua commedia) ovvero su quel gran teatro del mondo che si scontra quotidianamente con Hollywood e Broadway, con la celebrazione del production value, con lo star-system, con l'asservimento al produttore. Massime o pillole di «verità» che cortocircuitano arte e vita, individuo e società, etica comportamentale e etica teatrale, che sottolineano la vacuità dei «nuovi» riti metropolitani (dalla televisione commerciale alla celebrazione degli Oscar): «L'artista è un esploratore in avanscoperta della coscienza della società»; «Quando ci allontaniamo dai Principi Fondamentali del Teatro impartiamo al pubblico una lezione di vigliaccheria, una lezione di proporzioni enormi quanto il sovvertimento della Costituzione implicito nel nostro coinvolgimento in Vietnam». La varia umanità in gioco del libro (e che ha già abitato molte delle sue commedie e film) la troviamo nel racconto del dietro le quinte del film L'uomo di ghiaccio girato in Canada (con le gerarchie professionali, le idiosincrasie degli attori e la loro xenofobia, ma anche con l'inaspettata complicità di «gioco»), nel comportamento «da vere stronze» della sorella, della madre e della moglie o nella descrizione del carattere dei suoi avversari di gioco a poker nei Quartieri Alti, mentre dal modello narrativo offerto dalle barzellette sporche, o dai radiodrammi, si arriva alla denuncia sulla censura fatta passare per «preoccupazione per la fruibilità commerciale» e alla riflessione sull'attualità di Stanislavskij e del suo metodo.

David Mamet, Note in margine a una tovaglia. Scrivere (e vivere) per il cinema e il teatro, minimum fax, Roma, 2004


 
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