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ADAC (Associazione Danza Arti Contemporanee)
Le Buone Pratiche 2: Banca delle Idee
di Martino Baldi
 

CHI SIAMO

ADAC (Associazione Danza Arti Contemporanee), fondata nel Marzo 2003 dalle compagnie di danza sostenute dalla Regione Toscana, è un’associazione aperta a tutte le realtà che ne condividano le finalità e che intendano operare per perseguirle.
L’idea di costruire ADAC nasce nel corso della discussione che è seguita alla conclusione dell’esperienza del Centro Regionale Toscana Danza, per favorire la creazione di un sistema per la creazione contemporanea, mettendo a confronto le esigenze delle compagnie, delle istituzioni e degli operatori culturali.
ADAC è dunque un soggetto collettivo per la promozione della danza che si propone come veicolo di dialogo e d’interazione tra i soggetti coinvolti nel settore della danza e della scena contemporanea, per contribuire a rendere funzionali i ruoli e le dinamiche del sistema dello spettacolo, ottimizzando le risorse in campo (fondi, strutture, enti, professio-nalità, competenze, esperienze, idee…).

INTENTI

- definire e realizzare un programma di attività che renda visibile e riconoscibile la scena della danza toscana, valorizzando la qualità artistica delle proposte produttive e potenziando i progetti già attivati dalla Regione e dalle compagnie toscane;
- operare per la costruzione di un organico sistema della danza e dei linguaggi contemporanei del corpo, fondato sulla complementarità e sul ragionato coordinamento delle attività produttive, distributive, promozionali e formative;
- operare per una maggiore programmazione e promozione della danza, attraverso la concertazione tra istituzioni, teatri e soggetti presenti sui territori, nonché mediante collaborazioni e progettualità interregionali ed internazionali legate alla contemporaneità e all'interdisciplinarità;
- operare per favorire il superamento della divisione in generi, sia dal punto di vista operativo che normativo;
- contribuire a diffondere l’informazione sulla scena e sul panorama dell’arte e della cultura contemporanea, anche collaborando a iniziative editoriali;
- rivestire un ruolo attivo nei principali dibattiti e azioni di politica culturale inerenti il settore dello spettacolo

ATTIVITÀ

Tra le attività principali di ADAC nel 2005/2006 segnaliamo:
- la creazione e implementazione di una banca dati dei contatti ADAC (compa-gnie, operatori, giornalisti, media, network, enti e istituzioni regionali, nazionali e internazionali);
- l’attivazione di una newsletter mensile bilingue italiano/inglese che raccoglie e diffonde le attività di danza e relative ai linguaggi contemporanei del corpo programmate in regione;
- l’organizzazione di Passo dopo passo, percorso di aggiornamento qualificato per operatori culturali (sei incontri aperti a tutti su prenotazione);
- l’organizzazione dell’incontro interdisciplinare e interregionale «Una prospettiva condivisa per le arti e lo spettacolo contemporaneo» (vedi scheda);
- costituzione di un archivio storico della danza toscana e realizzazione di una collana edito-riale con monografie sulle compagnie di danza della Toscana.

CONTATTI
Presidente: Roberto Castello (presidenza@adactoscana.it)
Coordinatore: Elena Di Stefano (elenadistefano@libero.it)
Sabato 3 e domenica 4 dicembre ADAC Toscana indice a Firenze un incontro aperto dal titolo
«Una prospettiva condivisa per le arti e lo spettacolo contemporaneo».

Scopo dell'incontro è dare l'avvio a un processo di discussione, aperta a tutti coloro che operano nel campo della danza, del teatro, della musica, delle arti visive, delle arti mediali e della critica, che porti all'individuazione di una prospettiva condivisa per il futuro dello spettacolo e delle arti contemporanee in Italia.

Crediamo sia necessario e urgente che tutti coloro che ritengono le arti e lo spettacolo indispen-sabili funzioni di un sistema sociale libero e democratico, provino ad interrogarsi costruttivamente sulle sue finalità e modalità, su cosa dovrebbe essere e come dovrebbe essere strutturata la produzione e la diffusione delle arti per soddisfare le reali esigenze della società. Ma anche attraverso quali forme, strumenti e concrete prassi di operato si può ridisegnare un contesto fluido e praticabile della creatività che sia aderente all’oggi e sostenibile nel domani. Nessun intervento normativo infatti potrà mai, da solo, rimediare a quella che oggi si presenta sì come una crisi funzionale, ma anche come una più generale crisi di senso e di obiettivi. Una riappropriazione di senso e insieme una visione di modalità e strumenti, dunque, non velleitaria né presuntuosa, ma concreta e propositiva nel cercare attraverso un’analisi critica condivisa gli stimoli per immaginare soluzioni nuove e praticabili.

Il pubblico è poco, non c'è ricambio generazionale ad alcun livello, c'è una cattiva e inattuale riparti-zione delle funzioni e delle risorse, i luoghi per la produzione e la diffusione delle opere sono pochi, c'è un'anacronistica settorialità nella normativa e nella prassi, l'offerta culturale non è ben ripartita sul territorio, le collaborazioni di rete non sono incentivate e le risorse disponibili sono insufficienti.

L'insieme di questi sintomi denota un sistema invecchiato e incapace di rigenerarsi. E' nostra profonda convinzione che la discussione non debba esaurirsi in termini sindacali o corporativi né debba limitarsi alle sedi istituzionali. Il tema infatti riguarda tutti ed è necessario che coinvolga il numero più ampio possibile di soggetti, a partire da chi ha esperienza quotidiana dei problemi,. Per questo chiunque è invitato a partecipare, non in rappresentanza di enti, società o soggetti terzi, ma in ragione delle proprie idee e delle proprie esperienze.

- La prima mezza giornata di lavoro sarà dedicata a interventi programmati e affidati a relatori, il cui scopo è quello di fornire una fotografia di alcuni specifici settori (stabili di innovazione; stabili pubblici; circuiti; danza; enti lirici e musica classica; musica indipendente e contemporanea; arti visive; esperienze atipiche e indipendenti; critica dello spettacolo) con particolare attenzione alla razionalità della loro struttura, all’efficacia del loro funzionamento e all’elasticità e all’apertura verso il rinnovamento e la collaborazione con altri settori. -

Seguiranno due mezze giornate di discussione mediate da un «tavolo di sintesi», che avrà il compito di monitorare gli interventi, tenere la discussione all’interno di un’ottica propositiva, chiedere approfondimenti, guidare il dibattito e redigere in collaborazione con tutti i presenti un documento finale.



Informazioni e adesioni:
Martino Baldi (martino.baldi@gmail.com) tel: 328.8423509
Monica Cerretelli (monicacerretelli@libero.it)


 
© copyright ateatro 2001, 2010

 
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